I fari, spesso definiti “le sentinelle del mare”, sono le costruzioni più affascinanti e romantiche che ci sono al mondo. Nascono con l’importante compito di aiutare le barche nella navigazione, ma poi nel cuore di molte persone, l’immagine del faro rappresenta qualcosa di più profondo, qualcosa che fa sognare ad occhi aperti. Chi non si è mai lasciato affascinare vedendo l'immagine di un Faro ricoperto dalle onde durante una tempesta? Oppure vedendo la sua luce di notte?
La parola “faro” deriva dal nome dell’isola di Pharos, situata di fronte ad Alessandria d'Egitto. In antichità proprio su quest’isola c’era una torre su cui ardeva un grande fuoco come segnalazione alle barche in navigazione.
La Strada dei fari
Sulle coste rocciose e frastagliate coste della Bretagna, più precisamente a Brest, esiste un suggestivo itinerario denominato “La Strada dei fari” o "Route des Phares" che con i suoi 13 fari in mare, 17 a terra, 85 torrette, 240 boe galleggianti e 14 stazioni di navigazione è considerato il più grande centro di segnalazione marittima del paese.
Da questo posto arrivano le meravigliose e suggestive immagini di fari sommersi dalle onde. Il primo faro che si incontra nel primo tratto costiero è il faro di Portzic realizzato in pietra a forma di torre ottagonale e, ancorato sulla roccia perfettamente allineato ad esso, il faro Petit Minou. Più avanti, sulle rovine di un’abbazia benedettina del XVI secolo si trova il faro di Saint Mathieu conosciuto anche la prua del Mondo Antico, e più avanti, di fronte al porto di Conquet, si erge con torre quadrata il faro di Kermorvan. Da questo punto, l’itinerario continua in mare aperto verso la tenebrosa isola di Ouessant, passando nel punto in cui le correnti sono molto forti, qui si trova il meraviglioso faro di Pierres Noires, sempre raffigurato coperto fino alla punta da violente onde. Fu costruito tra il 1867 e il 1871, di colore bianco e rosso, come la maggior parte dei fari è automatizzato, non è visitabile all’interno e non è abitato. Nei mesi più freddi dell’anno, in questo tratto di mare passa la terribile corrente di Fromveur che in passato ha causato molti naufragi. Nel mezzo di questa corrente troviamo Kereon, l’ultimo faro abitato di Francia, in quanto la delicata zona sottoposta a sorveglianza non può essere affidata alla sola automazione. Seguitando poi verso l’isola di Ouessant, si arriva a Nividic che sopra la sua lanterna può atterrare un elicottero. Il faro successivo è quello della Jument, classificato nella categoria “Inferno” per via del pericoloso punto che sorveglia, è ancorato alle rocce mediante robusti cavi di acciaio. Verso l’Ile-Vierge è localizzato Le Stiff e Creac’h il faro più alto d’Europa, la cui luce è visibile fino a 53 km di distanza. Sull’isola di Ouessant c’è il “Musée des Phares et des Ballises”, museo dei fari e delle boe.
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