Il Faro delle Isole Flannan
In pieno Oceano Atlantico, a circa 20 miglia dall’Isola di Lewis, nelle Ebridi Esterne nella Scozia Occidentale, in un punto di mare impervio in balia solo del vento, ci sono le Isole Flannan costituite da un gruppo di sette isolotti rocciosi erosi dalla violenza del mare (denominate anche Seven Hunters) e una cinquantina di scogli, circondati da desolazione e mistero. Le isole sono suddivise in tre gruppi, la loro superficie totale ammonta a circa 50 ha e il punto più alto è di 88 metri s.l.m. (Eilean Mor).
Il nome Flannan sembra che derivi da San Flann, un santo scozzese del settimo secolo. Queste isole, situate in un punto di mare pericolosissimo, sono spesso teatro di terribili tempeste con onde altissime che arrivano a sommergere completamente le isole stesse. Questi flutti, simili a montagne di acqua, non incontrano sul loro cammino nessun ostacolo per centinaia e centinaia di miglia fino a quando, si abbattono con una violenza inaudita sulle Flannans, con conseguenze catastrofiche perchè sono spesso onde improvvise e imprevedibili.
A causa di questi fenomeni, molte navi in passato hanno trovato naufragio andandosi a schiantare sulle loro coste frastagliate ed è per questo motivo che il Northern Lighthouse Board decise la costruzione di un Faro che aiutasse la navigazione in questo specchio d’acqua.
Il faro, costruito da Mr D Alan Stevenson, venne inaugurato il 7 dicembre del 1899 sull’isola maggiore chiamata Eilean Mor. La forma di questa isola è alquanto terrificante, somiglia infatti ad una grossa mano rocciosa con artigli affondati nel mare. Il faro, posizionato con una Latitudine di 58° 17.294’N e una Longitudine di 007° 35.394’W è stato progettato su una torre bianca alta 23 metri, con due flash di luce bianca ogni 30 secondi e una portata nominale di 20 miglia. Data la sua posizione, viene colpito in pieno dalla potenza dei flutti oceanici.
Da sempre le Isole Flannan sono circondate da sinistre leggende, scaturite dal mistero che da oltre un secolo aleggia intorno a loro: il “Mistero del faro delle Isole Flannan”. Nel dicembre del 1900, ad un anno esatto dall’inaugurazione del faro, sparirono in circostanze misteriose i tre guardiani del faro, si volatilizzarono nel nulla. Il caso non fu mai risolto ma, dopo accurate indagini, vennero avanzate delle ipotesi sulla fine dei tre uomini.
I tre guardiani di servizio al faro erano: James Ducat (Guardiano principale), Thomas Marshall (Secondo Assistente) e Donald Mc Arthur (un Occasional Keeper, al posto del Primo Assistente William Ross, in congedo per malattia). La prima segnalazione che qualcosa non andava arrivò il 15 Dicembre 1900 da un mercantile, l’SS Archer il quale segnalò al suo arrivo in porto, che la lanterna del faro era spenta, però la notizia sembra che non arrivò alla “Commissioners of Northern Lighthouses”. Il cattivo tempo e il mare burrascoso impedì per undici giorni a qualsiasi imbarcazione l’avvicinamento alle spettrali isole.
Il pomeriggio del 26 Dicembre la nave dei Northern Lighthouses SS Hesperus arrivò sull’isola Eilean Mor per portare gli approvvigionamenti ma un silenzio anomalo non face presagire nulla di buono ai marinai. Il Comandante Harvey, dopo aver suonato la sirena e fatto fischiare il corno a vapore, ordinò che fosse sparato anche un razzo in aria ma nessuna risposta arrivò dal faro, non c’era nessun segno di vita, alcuni uomini tra cui Joseph Moore, raggiunsero l’isola su di una piccola barca e constatarono che non c’era traccia dei tre guardiani. Il cancello era chiuso ma riuscirono ad entrare dalla porta della cucina. Gli orologi erano fermi, tutto era in ordine, il fuoco era spento, una sedia della cucina era rovesciata e i letti in ordine. Dall’armadio mancavano due delle tre cerate e vi era un solo paio di stivali, segno che l’ultimo guardiano era uscito dal faro senza cerata. Gli ultimi rilevamenti della temperatura, della pressione barometrica e dello stato del vento, scritti sulla lavagna di ardesia, risalivano al 15 dicembre, tutto faceva presupporre che il faro fosse spento da circa una settimana. Il lavoro era stato completamente portato a termine, quindi la tragedia si era consumata nel pomeriggio di sabato 15 dicembre.
Alcuni marinai rimasero sull’isola per rimettere in funzione il faro fino a quando non vennero nominati dalla “Commissione Scozzese dei fari” i nuovi sostituiti delle Flannens. La scomparsa fu subito oggetto di approfondite indagini, le tracce dal grande maltempo portarono all’ipotesi che gli uomini usciti dal faro forse per garantire alcuni attrezzi, erano stati spazzati via da un’onda di grandi dimensioni. Ma perché tutti e tre avevano lasciato il faro? Il regolamento era molto severo, il faro non doveva per nessun motivo essere abbandonato, almeno uno di loro doveva rimanere di guardia alla lanterna.
Il Sovrintendente Robert Muirhead in un dettagliato rapporto dell’8 gennaio 1901 scrisse che ogni ricerca era stata fatta e che all’appello mancava un salvagente che doveva trovarsi legato vicino all’imbarcadero per i casi di emergenza. La conclusione fu, esaminando le corde che lo tenevano fissato alla ringhiera, che questo salvagente fu strappato via da un’onda di grandi dimensioni con i tre guardiani dei fari che morirono annegati a causa di questo tnunami arrivato improvvisamente sull’isola. Alcune voci riportarono che nell’intervallo di giorni tra il 7 ed il 26 Dicembre, giorno dell’arrivo dell’Hesperus sull’isola, il faro era rimasto spento per alcune notti, questo alimentò un altro mistero, ma dato che a volte il cattivo tempo non dava una buona visuale dalla terraferma, alla notizia non fu dato troppo peso. Il Sovrintendente aveva lui stesso accompagnato i guardiani a Eilean Mor quel 7 Dicembre, essendo così l’ultimo uomo a stringergli la mano.
La verità sulla sparizione dei tre guardiani non venne mai scoperta, dopo le dichiarazioni ufficiali vennero fatte molte congetture e ipotesi reali e fantasiose sulla sorte dei tre uomini scomparsi in un freddo pomeriggio di Dicembre dal Faro delle Flennans.
Wilson Wilfrid Gibson nel 1912 dedicò una poesia alla sparizione dei guardiani dal titolo Flannan Isl.
Nel 1971 il faro venne automatizzato.
Per chi fosse rimasto affascinato da questa storia e volesse approfondire le informazioni, può visitare il sito della Northern Lighthouse Board dove sono riportati i documenti ufficiali: http://www.nlb.org.uk/historical/flannans.htm
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Background Report
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Letter from Mr J Moore, Assistant Lightkeeper, who was due for relief duty at the Flannan Isles
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Report by Superintendent on Disaster at Flannan Islands Lighthouse
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Telegram from Master, Lighthouse Tender, "Hesperus", Reporting Accident at Flannan Islands Lighthouse
Per i dati tecnici del faro delle Flannan:
Home page della Northern Lighthouse Board:
Informazioni sulle Isole Flannan:
Libri:
Titolo: I guardiani dei fari. Sentinelle del mare. Storie e leggende
Autore: Paolini Charles