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Fari di Francia Riduci

 

Pierres Noires

 

Il faro di Pierres Noires, si trova in Bretagna nell’Arcipelago della Molène (Regione del Finistère, Francia) a circa sei miglia da Pointe Saint-Mathieu, fa parte della categoria inferno in quanto controlla un pericoloso punto di mare caratterizzato da forti correnti che rendono la navigazione molto difficile, infatti viene quasi sempre raffigurato inghiottito da violente onde che arrivano a coprirlo quasi interamente. Pierres Noires fa parte insieme a molti altre sentinelle della Strada dei Fari, meraviglioso percorso che parte da Brest e arriva fino all’Isola di Ouessant. Il progetto del faro venne approvato nel 1862 ma solo nel 1865 fu dato il consenso per la sua costruzione che iniziò nel 1867 e terminò nel 1871. Pierres Noire venne illuminato per la prima volta il 1° maggio 1972. La torre ha una forma leggermente tronconica ed è stato costituito con due diversi tipi di eccellente qualità di pietre di granito, Aber-Ildut e Kersanton, da cui proviene il nome Pietre Nere. Per migliorare la visibilità del faro, il particolare colore scuro del granito, lasciò il posto al bianco e al rosso con cui venne verniciato tra il 1910 e il 1924 dai suoi guardiani dietro un modesto compenso. La parte superiore della torre è rossa con la scritta Pierres Noires e la parte inferiore è invece bianca.

Il faro è alto 28 m anche se la sua elevazione totale sopra il livello del mare è di 30, 50 m la sua portata è di 19,50 miglia con lampi regolari rossi ogni 5 secondi, ha una lampada alogena da 250 W.

Essendo situato su di una roccia, in passato il cambio dei guardiani avveniva grazie ad un ponte mobile. Oggi Pierres Noires non è più abitato in quanto nel 1992 è stato automatizzato. Viene telecontrollato dal Faro di Créac’h presso l’isola di Ouessant. 

 

Kéréon

Il Faro di Kereon, rappresenta un vero e proprio monumento eretto in mezzo al mare per via della sua sontuosità esteriore che gli da l’aspetto di un vero e proprio palazzo, ma anche e soprattutto, per i fasti dei suoi interni: cinque meravigliose stanze dove i guardiani di Kereon passavano le loro giornate, mentre all’esterno, le tempeste mettevano a dura prova le fondamenta del faro. Una scala chiocciola, con pareti decorate con splendidi mosaici, porta nelle varie stanze tutte lussuosamente arredate e al grande Salone d’onore situato al quinto piano. Si tratta di una grande sala circolare con diametro di sei metri ornata con Lambris ungherese e parquet sul pavimento. E’ particolare la foto dell’imponente salone realizzata da Jean Guichard in cui notiamo delle pattine che probabilmente i guardiani utilizzavano per non rovinare i lucidi e raffinati parquet. In fondo alla sala c’è una grande scrivania dove venivano redatti i rapporti di lavoro e dove ci si poteva mettere in contatto con la terraferma, sempre dalla fotografia si vede sulla piccola scrivania di destra, un telefono, una radio e una piccola cassa autoparlante. Al centro del salone in primo piano, c’è intarsiata sul parquet una grande Rosa dei Venti in ebano e mogano, non credo che a questo particolare ci sia niente da aggiungere: una stella in un meraviglioso salone protetta dalla furia del mare che si abbatte su Kereon giorno e notte.

Kereon si trova sullo scoglio di Men-Tensel, nei pressi della tenebrosa isola di Ouessant (Bretagna). Nel 1907 l’amministrazione francese da il via per la costruzione di una semplice torretta che proteggesse maggiormente le insidiose coste dell’Isola di Ouessant, nel 1910 però il progetto fu totalmente rivisto grazie alla generosa donazione di Madame Jules Lebaudy, pronipote di Charles Marie La Dall de Kéréon, ufficiale della marina francese ghigliottinato nel 1794, a soli diciannove anni durante la Rivoluzione Francese. La donna donò una generosa somma di denaro per la costruzione di un faro  che portasse il nome del suo antenato. Nel corridoio, è apposta una targa commemorativa in bronzo sormontata da una corona di foglie di quercia, che ricorda il giovane ufficiale Kéréon. I tecnici, dopo le disavventure della costruzione del faro della Jument, realizzarono il faro allargando notevolmente la base. I tempi di costruzione, già lunghi a causa delle difficoltà di lavorare in alto mare, a causa dello scoppio della Prima Guerra Mondiale, subirono un notevole ritardo terminando solo nel 1916. Il cambio dei Guardiani è sempre stato molto pericoloso in quanto avveniva tramite cavi su cui gli uomini si calavano sulle barche in qualsiasi condizione meteo. Kereon è stato l’ultimo faro abitato di Francia, gli ultimi Guardiani hanno lasciato la sentinella il 29 gennaio 2004, la Stampa ha dato molto risalto alla spettacolare evacuazione effettuata con barche ed un elicottero in una bellissima e inusuale giornata di fine gennaio con un bel sole e mare calmo. Oggi è un faro automatizzato telecontrollato dal Faro di Créac’h presso l’isola di Ouessant. Kéreon è una torre di 44 m con un’altezza totale di 47,25 m sul livello del mare, ha una luce bianca e rossa con tre lampi ogni 24 secondi e una portata di 17 miglia. Per maggiori informazioni sul faro di Kereon DDE Finistère…

 

Jument

Questo faro è famoso per le magnifiche sequenze di foto scattate da Jean Guichard, il fotografo dei fari, il 21 dicembre 1989 durante una violenta tempesta con vento forza 10. Il Guardiano del faro in servizio presso la Jument, Théodore Malgorne, incuriosito dal rumore dell'elicottero, aprì la porta nel momento in cui una gigantesca onda ricopriva il faro, sono immagini che fanno rimanere senza fiato, comunque come si evince dall'ultimo scatto, il coraggioso guardiano ha richiuso la porta in tempo prima che l'onda lo travolgesse. Le foto sono visibili sul sito ufficiale di Jean GuichardIl Faro della Jument è stato costruito nel 1911 in mare aperto, a due chilometri a sud-ovest dell'Isola di Ouessant, in uno dei punti più pericolosi del litorale Atlantico, a causa delle forti correnti infatti quel punto di mare fu teatro di moltissime tragedie tra cui il naufragio del battello britannico Drummond Castle in cui morirono 250 persone. Il faro fu costruito su una roccia chiamata Ar Gazek-Coz (La Vecchia Giumenta) in seguito ad una grossa donazione fatta da Charles Eugène Potron sfuggito ad un naufragio proprio in quella zona. Potron dettò alcune condizioni: il faro doveva essere costruito in uno dei punti più pericolosi e i lavori dovevano terminare entro sette anni:

"Je soussigné Charles Eugène POTRON demeurant à Paris, rue du Sommerard, 11, lègue la somme de quatre cent mille francs pour l’érection d’un phare bâti de matériaux de choix, pourvu d’appareils d’éclairage perfectionnés. Ce phare s’élèvera sur le roc, dans un des parages les plus dangereux du littoral de l’Atlantique, comme ceux de l’île d’Ouessant. La désignation sera celle de la localité. On gravera le granit : "Phare construit en vertu d’un legs de Charles Eugène Potron, membre de la société de géographie de Paris". 

La costruzione del faro cominciò nel 1904 tra mille difficoltà per gli operai che ci lavoravano. Il Faro si illuminò la prima volta il 15 ottobre 1911. Purtroppo la costruzione era molto instabile, al di sotto di essa c'era una cavità che la faceva tremava paurosamente. Le onde vi si infilavano violentemente rendendo il faro poco sicuro. Durante una violenta tempesta i vetri della lanterna si spaccarono e il mercurio fuoriuscì investendo i guardiani che riportarono gonfiore al volto e tumefazioni. Gli uomini rimasero in balia della terribile tempesta cinque giorni e cinque notti fino a a quando una nave non andò loro in soccorso. Dopo un'attento esame della situazione gli ingegneri si resero conto che il faro non era ancorato alla roccia e che non poteva resistere all'ambiente del Fromveur. Nel 1918 venne fatto evacuare e vennero effettuati dei lavori onde evidare che andasse in disuso. Venne riempita la cavità e rafforzato la base con del cemento armato.  Solo negli anni trenta la Jument trova una soluzine alle terribili vibrazioni, viene ancorato alla roccia con dei cavi di acciaio, con una tecnica utilizzata nella costruzione delle dighe.  Il faro durante le tempeste ha continuato a tremare ma per i guardiani era diventata quasi una cosa normale, non ci facevano nemmeno più caso. Dal 1991 la Jument è disabitato e telecontrollato da Creac'h, ha un'altezza totale di 47,40 m (35,95 m sopra il livello del mare), una luce rossa prodotta da una lampada alogena da 250 W, tre lampi ogni 15 secondi.

 

Ar-Men

Considerato dai guardiani dei fari << L'Enfer des Enfers >>, il leggendario e sperduto faro di Ar-Men si erge su una piccola roccia da qui prende il nome, la sua costruzione, durata 14 anni (1867-1881), è la più lunga nella storia dei fari francesi, alcuni scritti ci hanno narrato le difficoltà di questa costruzione. Si trova all'estremità dell'Ile de Sein, teatro in passato di diverse tragedie per via di correnti molto forti. Spesso i guardiani di questo faro rimanevano isolati dalla terraferma per molto tempo, vivere al suo interno era tutt'altro che semplice, i boati delle onde che investivano il faro rieccheggiavano violentemente nella costruzione, cadeva tutto ciò che era appeso alle pareti rendendo il soggiorno dei guardiani insopportabile. Famosa è la disavventura del guardiano Fouquet che nel 1923 rimase isolato a causa di una terribile tempesta per 101 giorni senza viveri e senza comunicare con la terraferma, le onde erano così alte da sommergere completamente il faro. Ar-Men è una torre bianca e nera con un'elevazione di 37 m, tre lampi bianchi ogni 20 secondi, è stato automatizzato nel 1990. Per conoscere meglio la storia di questo sperduto faro consultare le seguenti fonti.

Note Riduci
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